martedì 23 marzo 2010

SEASONAL TRENDS S/S 2010: RUFFLES AND DRAPING










































Dall'alto: Chanel, Alexander McQueen, Marc Jacobs (2 pics), Givenchy (2 pics), Celebrity, Stella McCartney (3 pics), Dior, Viktor & Rolf (2 pics), Vivienne Westwood, Fendi (2 pics), Celebrity, Valentino (2 pics), Sonia Rykiel, Burberry Prorsum.

martedì 9 marzo 2010

OSCARS BEST DRESSED


1) Jennifer Lopez in Armani Privè; diamanti Cartier.

2) Cameron Diaz in Oscar de la Renta; gioielli Cartier.

3) Zoe Saldana in Givenchy Haute Couture by Riccardo Tisci

4) Sarah Jessica Parker in Chanel Haute Couture


5) Vera Farmiga in Marchesa

6) Maggie Gyllenhaal in Dries Van Noten
7) Miley Cyrus in Jenny Packham (a sinistra) e Amanda Seyfried in Armani Privè (a destra).

sabato 20 febbraio 2010

SARAH'S FASHION LABEL

“FASHION STARTS WITH FASHION PEOPLE…NO DESIGNER HAS EVER MADE FASHION ALONE. PEOPLE MAKE FASHION” ROY HALSTON FROWICK



Dopo essere stata immortalata vestita d’iconici Halston sul set di Sex and the City 2 (http://www.youtube.com/watch?v=XKQ5yRFkBnE) si è iniziato a parlare di una possible collaborazione di Sarah Jessica Parker per la rinnovata linea di abbigliamento. Ed è ora ufficiale che il marchio abbia nominato l’attrice, consulente creativa di Halston Heritage.
Totalmente moderno anche se nato nel fantastico mondo dei night clubs newyorkesi degli Anni Settanta, l’abito in jersey bianco (in foto) proviene dalla leggendaria casa di moda di New York, Halston, recentemente rinnovata dal presidente di Jimmy Choo, Tamara Mellon. Ma cos’era precisamente Halston? Il fashion label che ha meglio definito gli Anni Settanta. Quando pensiamo a Bianca Jagger, Donna Summer o qualsiasi altra disco icon, è lo stile Halston che ci viene in mente. Tom Ford si è ispirato alla distintiva estetica di Halston per creare le linee Gucci.


Roy Halston Frowick (nella foto quì sopra) sembrava destinato ad attrarre le celebrities. Alto, belloccio e terribilmente affascinante, cominciò creando cappelli per le star a Chicago, successivamente lavorando per il department store Bergdorf Goodman di New York e disegnando il famoso cappello che Jacqueline Kennedy indossò il giorno in cui suo marito fu proclamato presidente degli Stati Uniti. Nel 1968 fondò la sua linea d’abbigliamento femminile e nel 1972 fu incoronato “miglior stilista d’America”. Il suo stile di vita fu tanto glamourous quanto quello delle donne che vestiva.

Passava le notti uscendo in compagnia di icone come Andy Warhol, Elisabeth Taylor, Liza Minnelli e Bianca Jagger (quì sopra in foto con lo stilista) allo Studio 54. Alla fine degli Anni Settanta iniziò a prolungare le notti mondane cominciando a lavorare sempre più tardi il giorno successivo. Lasciò il marchio negli Anni Ottanta e morì nel 1990 all’età di 57 anni, per una malattia relativa all’AIDS.
Dopo aver indossato i vestiti più belli del mondo, chi meglio poteva lanciare la nuova collezione se non la fashion icon e party animal di New York Sarah Jessica Parker?




After stepping out in looks from Halston on the Sex and the City 2 set, rumors sparked that Sarah Jessica Parker was about to ink a deal with the company. And now, Sarah Jessica will be taking on an creative director, for Halston Heritage, the company’s just-launched secondary collection that features updated archival Halston pieces. The dress is from legendary New York fashion house Halston, recently revivid by Jimmy Choo president Tamara Mellon. So what exactly is Halston? The label pretty much defined the '70s. When we think on Bianca Jagger, Donna Summer or any other disco icon, it's the Halston style we visualise. Tom Ford has claimed that the luxurious sex appeal of the clothes he created for Gucci owed much to Halston's distinctive aesthetic. Roy Halston Frowick seemed destined to attract celebrities. Tall, good-looking and impossibly charming he started out in Chicago creating hats for stars. He moved to New York to work for department store Bergdorf Goodman, eventually designing the famous hat that Jacqueline Kennedy wore when her husband was inaugurated as President. He started his womenswear label in 1968 and by 1972 was crowned "best designer in America". His lifestyle was as glamourous as the women he dressed. He spent his nights hanging out with icons like Andy Warhol, Elisabeth Taylor, Liza Minnelli and Bianca Jagger at Studio 54, quickly becoming a celebrity in his own right. Previously something of a workaholic, Halston's party lifestyle eventually caught up with him. By the late '70s he was clubbing until 5am and not starting work until noon. He left the label in the '80s and in 1990 died, aged 57, from an AIDS-related illness. After wearing the best clothes in the world, who better to launch the new collection than the New York fashion icon and party animal Sarah Jessica Parker?
Lady Diki

giovedì 4 febbraio 2010

GIORGIO ARMANI E IL SUO IMPERO


Verrà inaugurato il prossimo 18 marzo l'ARMANI HOTEL DUBAI. Il debutto di Giorgio Armani nel settore dell'ospitalità avverrà all'interno del Burj Dubai, l'edificio più alto del mondo, in una location caratterizzata da altissimi standard estetici ed eccellente servizio al cliente, dove andrà ad occupare i livelli compresi tra l'atrio e l'ottavo piano ed i piani 38 e 39. Al suo interno conterrà 160 suite e stanze per gli ospiti appositamente progettate dallo stilista, e sarà inoltre possibile godere di molti servizi come l'Armani/Spa, gli spazi Armani/Fiori ed Armani/Dolci, una Armani/Galleria ed il primo Armani/Privé del Medio Oriente.




La prenotazione online si può effettuare all'interno del sito dedicato.


Questo opening è il primo di una serie di aperture secondo un accordo siglato tra la Giorgio Armani S.p.A. ed Emaar Properties, società immobiliare globale quotata alla borsa di Dubai. La partnership prevede la realizzazione di almeno dieci hotel e resort da posizionare in tutto il mondo. L'apertura di Dubai sarà seguita dal lancio dell'Armani Hotel di Milano, mentre i progetti futuri includono il primo Armani Resort a Marrakech, in Marocco ed altre aperture internazionali quali New York, Tokyo, Shanghai e Londra.


domenica 10 gennaio 2010

Calzare i propri sogni è un modo per cominciare a realizzarli (parte 2): PASSI DA GIGANTE


Da sempre simbolo di forza, gli stivali fungono anche da talismano.
Nelle fiabe di Charles Perrault come "Il gatto con gli stivali" o "Pollicino", le sventurate vittime sfuggono alla loro triste sorte indossando gli stivali dei loro persecutori.
Nel 18° secolo gli stivali da uomo erano considerati più eleganti delle scarpe, tuttavia tra le classi alte, vigeva ancora la consuetudine di tenere le donne al "loro" posto, con calzature estremamente fragili in seta e velluto. L'unica eccezione era costituita dallo stivale da cavallerizza, versione ridotta di quello maschile, il cui uso era però rigorosamente limitato all'attività equestre. Fu solo intorno al 1830 che le donne non lavoratrici presero a indossare comunemente gli stivali. Per ingentilire il piede femminile, i nuovi stivaletti alla caviglia erano creati sulla base di forme molto strette e venivano portati sempre ben allacciati o perfettamente abbottonati. Erano fatti per imprigionare la carne, per scongiurare ogni possibile tentazione, ma ebbero l'effetto opposto: mettendo in rilievo la linea del polpaccio, si rivelarono estremamente provocanti. Nel 1850 ebbe inizio la loro produzione industriale e persero il carattere di status symbol trasformandosi in emblema di eguaglianza tra i sessi e tra le classi sociali.
Negli Anni 60 scoppiò la moda della minigonna, che secondo Coco Chanel era "pura e semplice esibizione di carne", che svelò come mai prima le gambe delle donne. D'un tratto gli stivali cessarono di essere accessori, per diventare elemento fondamentale nell'abbigliamento. Ai nostri giorni lo stivale è diffuso tra i più diversi gruppi, dai punk agli skinhead, e possono essere abbinati a qualsiasi tenuta, dal jeans alla lingerie...


(al centro: un'immagine di Brigitte Bardot; a sinistra: stivali da cavallerizza Hermès; a destra: Louis Vuitton F/W 2009/2010)



Lady Diki

venerdì 8 gennaio 2010

Calzare i propri sogni è un modo per cominciare a realizzarli (parte 1): L'OGGETTO DEL DESIDERIO


Quale bambina non è rimasta affascinata dalla storia di Cenerentola e dalla sua piccola scarpetta di cristallo? E non continua a credere, pur crescendo, che una scarpa possa trasformare magicamente la sua vita?

Per molta parte della storia, le scarpe femminili sono rimaste nascoste sotto uno spumeggiare di sottovesti o il rigonfiarsi della crinolina. Sebbene fossero tra i più celati accessori dell'abbigliamento femminile, rappresentavano e rappresentano uno degli aspetti più rivelatori. Gli occhi saranno anche lo specchio dell'anima ma le scarpe sono sicuramente la via maestra che conduce alla psiche. Gli psicologi hanno indagato i significati inconsci delle scarpe: vi è chi sostiene che le donne collezioniste di scarpe siano viaggiatrici frustrate, altri ritengono che siano in cerca della loro illuminazione. Un paio di scarpe nuove magari non può sanare un cuore infranto o lenire un mal di testa ma di certo può alleviarne i sintomi e scacciare la tristezza. Anche la meno vanitosa ha, almeno una volta nella vita, sperperato i guadagni di una settimana di lavoro per comprarsi delle scarpe irrinunciabili. Ogni donna possiede in media trenta paia di scarpe, la collezionista appassionata ne possiede centinaia. Una donna con una fila di scarpe per ogni nuova variazione stilistica del suo modello preferito mette semplicemente in pratica ciò che ogni persona dotata di gusto per le scarpe sa benissimo: quando trovi un tipo di scarpa che ti piace, comprane un paio per ogni colore. I piedi non ingrassano e non dimagriscono, se si ingrassa di qualche mezzo chilo può darsi che non si riesca ad indossare il proprio paio di pantaloni preferito ma il proprio paio di scarpe preferito lo si potrà sempre portare. In ogni caso, le virtù carismatiche delle scarpe attengono meno al loro utilizzo che al loro possesso. E' per questo che molte donne non smettono di acquistare scarpe pur sapendo che finiranno per indossarne solo alcune tra tutte quelle possedute. E così una scarpa prediletta raramente viene gettata per quanto non più calzabile.
Le scarpe sono da sempre un elemento che riflette lo status e la condizione economica di chi le porta. Le aristocratiche del primo ottocento calzavano pantofole di broccato fini come carta con le suole troppo delicate per resistere anche solo pochi passi all'aperto, mentre le servette correvano di quà e di là in pesanti stivali di cuoio nero. Anche i sandali dalle suole dorate delle imperatrici romane e le scarpe di gala dal tacco rosso diffuse alla corte di Luigi 14° erano un biglietto da visita denotante classe e ricchezza.
Le scarpe non si limitano a riflettere la classe sociale; costituiscono bensì un segno particolare della nostra vita personale, pietre miliari che evocano tempi, luoghi, emozioni. Come traccia di memoria delle occasioni in cui furono indossate le scarpe preservano il passato, evocano ricordi altrettanto vividi di quelli suscitati da un album di fotografie. Le scarpe sono una spinta al cambiamento, un mezzo per conservare il passato e proiettarsi nel futuro. L'indefinibile fascino di un nuovo paio di scarpe innesca un'infinità di intime fantasie; ci invaghiamo all'istante di una bella scarpa sedotti dal tacco o da una curvatura sensuale. Da un punto di vista psicologico, il tacco alto consente alla donna di condurre: una donna si trasforma in seduttrice che guarda gli uomini dall'alto in basso. Sotto il profilo fisico, per una donna è impossibile farsi piccola se indossa tacchi alti. E' costretta ad un certo contegno, ad assumere una posa, perchè il suo centro di gravità risulta spostato in avanti. La parte bassa della schiena si inarca, la spina dorsale e le gambe sembrano allungarsi e il petto sporge all'infuori. I polpacci e le caviglie sono sottoposti a tensione compreso l'arco del piede.
L'impulso all'acquisto non ha niente a che fare con la necessità: è l'emozione al pensiero di indossare una scarpa nuova e di assumere così una nuova identità, oggetto di desiderio. Quando si tratta di scarpe praticità e comodità devono essere messe da parte. Forse è per questo che l'88% delle donne compra scarpe di una misura più piccola. Nella stragrande maggioranza non si conformano minimamente al profilo del piede. Ma ciò non ha grande importanza. Dunque le donne preferiscono senza esitazione la frivolezza alla comodità. Le scarpe confortevoli meritano rispetto, ma il tacco alto suscita adorazione. Dei sandali Birkenstock offriranno senz'altro sollievo, ma un paio di Blahnik promette avventure...


(in alto a sinistra: Chanel S/S 2010, in basso a destra: Valentino S/S 2010)


Lady Diki

lunedì 14 dicembre 2009

TUTTI PAZZI PER VICTORIA


Da quando Victoria Beckham ha creato la sua linea d'abbigliamento, non vi è celebrity hollywoodiana che non possieda un suo abito (Elle Macpherson, a sinistra, ne indossa un modello in nero che esalta il suo fisico statuario; a destra, le sensuali curve di Jennifer Lopez sottolineate da un abito beige firmato Victoria Beckam).
Secondo la Sig. Beckam, alcune celebrity pur essendo sempre perfette e curate nel loro aspetto, tendevano a portare i capelli sempre nello stesso modo e ad usare frequentemente lo stesso trucco, rischiando di diventare noiose. I fascianti tubini di Victoria, come del resto ogni capo che porta la sua firma, nascono dalla voglia di portare creatività nel mood dello star system. Anche le due protagoniste di Gossip Girl, Blake Lively (a sinistra, in blu) e Leighton Meester amano indossare i suoi abiti, nonostante i prezzi proibitivi(2000 dollari l'uno).